Folkstone - Tour Diary from Germany
luogo: Germania
data: Maggio 2008

bill:
Folkstone (ITA)

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Appuntamento alle 22:00 di Giovedì 8 Maggio a casa del Lore. Comincia così la nostra trasferta in terra teutonica, patria del Folk Metal, che vedrà i Folkstone protagonisti di due tra i più importanti raduni musicali dell'anno: l'Open Air am Berg di Eichstatt vicino Norimberga e l'imperdibile Wave Gotik Treffen di Lipsia. Tra i due appuntamenti una data "di riempimento" al Valhalla Celtic Pub di Gummersbach nei pressi di Colonia. Il più concentrato di tutti è sicuramente Fore che, essendo l'unico abilitato, si dovrà sorbire tutta la strada alla guida del pulmino, mentre gli altri, scarichi da ogni "responsabilità", si danno al casino più totale e al beveraggio più illimitato (inutile dire cosa sia successo su questo mezzo di trasporto, sic...)!
L'euforia è alle stelle (in totale tra i componenti del gruppo, ragazze varie e fonico di fiducia siamo circa una quindicina di persone): ormai è da mesi che stiamo aspettando questo momento e finalmente è giunta l'ora di partire...naturalmente c'è anche un pizzico di preoccupazione che tutto fili liscio perché i contrattempi, si sa, sono sempre dietro l'angolo.
Neanche il tempo di caricare strumenti e bagagli vari che siamo già in direzione Brennero-Monaco avendo come meta lo stupendo paese di Eichstatt, luogo del primo festival in programma, che raggiungiamo in prima mattinata. Nota che contraddistingue la zona è l'assoluta calma e tranquillità del posto...tutto il contrario dello stress e del nervosismo di casa nostra. Subito contattiamo il simpatico Peyer, organizzatore dell'evento, che ci conduce al nostro Bed & Breakfast e ci dà le disposizioni consuete per sound-check e concerto.
L'arena è la classica location da festival estivo con mega palco e area attrezzata per campeggiatori situata sulle colline attorno al centro abitato, nella quale gli spettatori vengono trattati come esseri umani e non come un gregge di pecore nel recinto. Naturalmente la prima cosa che ci preme di più è assediare il tendone nel backstage dove la birra scorre a fiumi: vedere Lore e Andrea di fronte alla possibilità di scolarsi birra a più non posso è come vedere dei ragazzini ad un'entrata gratuita a Disneyland! Comunque anche gli altri non son da meno: anche Becky, la nostra piccola arpista, che di norma sembra una "bravissima ragazza a modo", dà il meglio o peggio di sè allineandosi alle direttive del gruppo.
L'ora della nostra esibizione è alle 19:00, secondo gruppo in scaletta: molta gente sta ancora piazzando tende o facendo shopping alle bancarelle e prima di noi l'opening band non ha fatto granchè; inoltre decidiamo di non fare le nostre classiche esibizioni col fuoco perchè alla luce del sole non avrebbero senso. Con questi presupposti non ci aspettiamo molto come risposta dal pubblico...e invece, come d'incanto, alle prime note della cornamusa di Teo e della chitarra del Ghera, subito si leva un grido di approvazione e i ragazzi cominciano ad affluire sotto il palco. I Folkstone qui sono ancora sconosciuti e cantano in italiano, ma grazie anche a Yonny, nostro fonico di fiducia che ha "fatto" suoni stupendi al mixer, si sono resi protagonisti di un concerto trascinante che finalmente ha smosso un pubblico fino ad allora praticamente indifferente. Lore, inizialmente un po' titubante nell'incitare la platea, resosi conto che il ghiaccio è stato rotto, trascina i presenti come lui sa fare, con il risultato di avere braccia alzate e incitamenti davvero da pelle d'oca. Oltre a questo, la soddisfazione di vedere Peyer a bordo palco approvare di continuo i pezzi proposti: per lui deve essere stata una scommessa invitarci all'Open Air am Berg fidandosi esclusivamente dell'ascolto del mini-CD Briganti di Montagna senza avere una minima idea di come avremmo reso dal vivo. Sicuramente è stato ripagato alla grande. Alla fine, vista la risposta dei presenti, si è deciso di proporre anche una cover degli In Extremo che ha definitivamente suggellato il concerto.
Una volta finito il tutto, si è tornati a Disneyland, cioè il tendone della birra per trascorrere le ore serali e far conoscenza con i nuovi fans dei Folkstone. Alla nostra partenza, salutando e ringraziando Peyer, ci siamo sentiti dire che si potrebbe pensare ad una nostra presenza anche per il 2009: questo forse è stato il complimento più bello (nda. confermati come headliner!!!).
Il giorno successivo scendendo dalle stanze per la colazione al Bed & Breakfast...sorpresa! Sui tavoli c'è il giornale locale, l'Eichstatter Kurier, con la foto dei Folkstone in prima pagina! Inutile dire che l'edicola è stata la nostra prima meta.
La tappa che ci porta a Gummersbach si preannuncia agevole se non fosse che, a causa di lavori in corso sull'autobahn, perdiamo tempo e siamo costretti a fare le corse per non arrivare in ritardo al Valhalla Celtic Pub. In più, giunti finalmente in paese, nessuno sembra conoscere la via nè tantomeno il pub. La tensione sale fino a quando una coppia di mezza età spiega a Yonny che la nostra meta si trova in una frazione a circa 4 km di distanza. Risolto l'equivoco, finalmente giungiamo sul posto dove ad attenderci...chi troviamo? Criss e Claudio, due pazzi scatenati arrivati appositamente da Bergamo per salutare il gruppo e bere a più non posso...e una nostra amica, sempre di Bergamo, ma studente in Olanda scesa apposta per il concerto.
Di corsa si svuota il pulmino e si porta tutto all'interno del locale: sapevamo che si trattava di una birreria e che era solo una data riempitiva tra Eichstatt e Lipsia, però lo sconforto ci assale quando vediamo che la zona riservata al gruppo sarà circa 3 metri quadrati e i tavoli non saranno più di una decina. Vabbè, stasera sarà solo per divertimento. Puntualissima la constatazione di Ferro che, non essendo proprio smilzo, se ne esce con un "Ma che 'nga sta mia" ("Qui non ci stiamo tutti"). Infatti durante l'esibizione tutti fermi immobili per non colpire il compagno con la cornamusa o la chitarra...
Malgrado tutto, anche qui le persone presenti se ne vanno contente e i gestori del locale soddisfatti nonostante qualche eccesso di troppo da parte nostra; sempre per colpa della birra alcuni di noi intrattenevano discorsi chilometrici senza senso in un misto di inglese-tedesco-bergamasco agli avventori del Valhalla. Il tutto si è concluso degnamente da vere rockstar andando a dormire tutti per terra nei sacchi a pelo in uno stanzone messo a disposizione del gestore. Praticamente sembrava un centro di accoglienza per clandestini...
Svegliati alla mattina, dopo una notte passata sul chi va là, ci ritroviamo tutti di fronte ad una colazione spettacolare preparata dalla signora tedesca che, alla nostra partenza, ci lascia il numero di telefono per un'eventuale nostra esibizione futura anche in un festival a tema che si svolge nei pressi, il Celtic Rock Open Air. Speriamo che abbia chiuso un occhio sulle nostre esuberanze della sera prima. Intanto una scena tristissima si svolge nel piazzale antistante: la amabile Cella che si congeda "amorevolmente" dal suo Ferro causa ritorno anticipato a Bergamo con il primo aereo per motivi di lavoro. Una scena tratta direttamente da "Via col Vento - domani è un altro giorno"...sic...
Il terzo giorno è solo di trasferimento verso Lipsia, altri 500 km che si svolgono senza intoppi. C'è da dire che l'autostrada è tutta un saliscendi e il pulmino sembra morire sotto i nostri piedi quando affronta le parti in salita. Questo rallenterà notevolmente il viaggio per tutti i 5 giorni rendendolo alcune volte snervante. Se non altro abbiamo tempo per ammirare le chilometriche foreste e colline che attraversiamo e gli innumerevoli generatori di energia eolica che caratterizzano tutto il percorso.
Una caratteristica delle autobhan tedesche, che le differenzia maggiormanente dalle nostre, è che, mentre la Milano-Roma (esempio) è circondata e soffocata da una fila interminabile di capannoni industriali, l'autostrada tedesca corre indisturbata fra foreste semi-vergini e ampie visioni bucoliche; un vero toccasana per lo sguardo e l'animo.
Verso sera finalmente arriviamo in città e ancora grazie a Yonny, che ha avuto un passato di fonico anche in Germania e a cui dedicheremo un monumento visto che, essendo l'unico che parla senza problemi il tedesco riuscendo a levarci da tutti i problemi, giungiamo al galattico NH Hotel a 4 stelle, nel quale l'organizzazione del Treffen ci riserva camere singole per i single e camere doppie per le coppie. In pratica siamo passati dal dormire per terra tutti assieme al Valhalla a un alloggio super-de-luxe che di solito si riserva ai grandi gruppi internazionali. Speriamo sia di buon auspicio! Una clientela così variegata non l'avevamo mai vista da nessun'altra parte: si va dagli imprenditori in viaggio d'affari, agli spilungoni di due metri delle nazionali di pallavolo di Cina e Germania impegnate in un torneo quadrangolare, ai vari gruppi dark vestiti di pelle nera o latex con capelli di tutte le forme e colori, ai gruppi Folk Metal che prediligono abbigliamento d'epoca medievale, per arrivare infine ai ragazzi più stravaganti (di sicuro con un po' di soldi in tasca) che alloggiano al Novo Hotel semplicemente per assistere a tutti i giorni del WGT.
Sveglia alle 9:00 e subito tutti al Renaissance Hotel per ritirare i pass; poi, cartina della città alla mano, ci dirigiamo all'Agra Hall dove è in programma la nostra esibizione. Per chi non lo sapesse il Wave Gothic Treffen è un evento che si svolge in più giorni e in varie locations della città di Lipsia. Tra tutte queste sicuramente la più ambita e battuta è l'Agra Hall, una serie di grandi magazzini adibiti ad arena musicale, vendita di merchandising, centri di ristoro, ma soprattutto ad un'interminabile passerella delle persone più stravaganti e abbigliate del mondo, modello dark, fetish, medieval ecc...ecc...
In pratica l'importante è farsi notare!
Quando il boss Richard ci disse tempo addietro che avremmo suonato all'Agra Hall, in coro partì un'affermazione molto moderata del tipo: "Che culo!"...tra l'altro, insieme a Corvus Corax, Saltatio Mortis, Faun e Ingrimm.
Non lontano da questi magazzini è stato inoltre allestito un borgo medievale davvero molto realistico.
Dopo la consueta prassi riguardante l'allestimento della strumentazione, è il momento di salire sul palco: sono le 16:40, siamo il terzo gruppo in scaletta e come all'Open Air la gente sembra preferire gli stand alla musica. Inoltre per la prima volta tutti sono tesissimi e muti, tranne il solito Ghera che non perderebbe il divertimento di suonare neanche avesse un fucile puntato alla nuca. Probabilmente il fatto di trovarsi su un palco (palco?!! Dimensioni di un campo di calcio!) così importante pesa come un macigno. Tutti, comunque, a partire dal Lore, dal Ferro e dalla Roby sanno che una volta iniziato, scompariranno tutti i dubbi.
Pronti, via! Intro e Folkstone dal nuovo album mettono le cose in chiaro e come successo ad Eichstatt, la gente si fa sotto al palco e segue con attenzione tutta la scaletta arrivando addirittura ad elargire boati di approvazione alla fine di ogni pezzo. Sotto il palco, intanto, vari fotografi immortalano i componenti del gruppo in un via vai che dura un paio di canzoni...poi, come da regolamento, tutti fuori. Purtroppo anche qui dobbiamo rinunciare ai giochi di fuoco, prima di tutto perchè l'organizzazione lo vieta e poi anche perchè preferiamo riempire i 45 minuti a disposizione con i pezzi dell'album senza perdere ulteriore tempo. Malgrado qui il pubblico mantenga inizialmente un certo atteggiamento "dark distaccato", gli ultimi pezzi del programma - Alza il Corno, Briganti di Montagna e Con Passo Pesante - vengono accolti come se fossero conosciuti da tutti.
Neanche il tempo di salutare il pubblico che subito dobbiamo smontare la nostra attrezzatura per lasciare il posto agli Ingrimm che suonano subito dopo di noi. Con nostro grande piacere Stephan, il loro frontman, si ferma a complimentarsi con Andrea e Teo che, facendosi piccoli piccoli, ringraziano con il "loro" inglese con ampi inserti di bergamasco...
Veramente simpatici questi Ingrimm che incontreremo ancora al catering e che rivedremo con piacere all'HornerFest di Amburgo a Luglio. Solo dopo i complimenti con relativo scambio di CD da parte dei Saltatio Mortis, autori di uno show spettacolare, tutti ci rilassiamo e torniamo allo sport preferito dai Folkstone dopo le camminate sulle nostre montagne, cioè bere birra a litri! Teo e Roby, vagando tra la platea, vengono fermati e salutati da un attempato vichingo, Becky si butta subito sugli stand a caccia di qualche abito o trofeo particolare così come Ferro, Fore e Valeria (la nostra "stand-girl"), mentre Andrea e Lore sono più attratti dal borgo medievale vicino all'arena. Yonny con Olga vengono dati dispersi per lungo tempo mentre Ghera, da vecchio marpione, rinuncia persino alla cena per andare a caccia (solo fotografica però) delle massime esponenti dell'abbigliamento dark-fetish, che sono sempre un bel vedere...e che vedere! Ghera number one!
Ormai è ora di tornare in hotel: siamo costretti a rinunciare all'esibizione dei Corvus Corax perché il giorno dopo ci aspettano 1000 km per tornare a Bergamo City e la sveglia sarà mattutina.
Non si può certo dire che siamo sconsolati, perché una cosa è certa: l'avventura dei Folkstone in Germania è solo iniziata. Nel corso dell'estate 2008 ci ritorneremo ancora tre volte...quindi, aspettateci!
UP THE HORNS!

Renè (Tour Manager)
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