tipologia: Full-Length
anno: 2008
label: Metal Blade
durata: 43:31
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valutazione: |
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Settimo Full-Length per la Viking Metal Band svedese, con un fardello pesante da portarsi addosso che porta il nome di With Oden on our Side, il precedente album che ci aveva portato ad assaporare atmosfere di pura rabbia vichinga. Il nuovo lavoro Twilight of the Thunder God, anticipato da diversi studio diaries e dal fantastico artwork con Thor, Dio del Tuono, che combatte con Jörmungandr, ha suscitato sin dal suo annuncio grande attesa. Addentrandoci attentamente nelle 10 tracce che compongono l'album, intuiamo fin da subito che il quintetto svedese parte alla grande con la title-track: un riff subito incalzante in un crescendo di batteria ed un ruggito lacerante di Johan Hegg che squarcia l'aria, un canzone nel suo complesso maestosa, un'ottima scelta per introdurci nelle atmosfere dell'intero plot. Più lenta ma più capricciosa la seconda traccia Free Will Sacrifice, merito soprattutto dei riff dell'ormai collaudata coppia Olavi Mikkonen / Johan Söderberg, sempre più artefici della possanza e dell'epicità delle canzoni, nonchè sempre più struttura portante dei brani. Oggi come mai prima, non è più soltanto la devastante batteria di Fredrik Andersson a farla da padrona, tantomeno la possente voce di Hegg: il risultato è un'ottima amalgama, sicuramente segno della maturità artistica della band. La successiva Guardians of Asgaard è una delle canzoni dell'album che mi ha più colpito: un riff granitico, una strofa piuttosto leggera ed un ritornello ruvido come non mai dove il growl di Hegg tocca profondità e corposità raramente raggiunte prima. Dopo le prime tre tracce si ha come l'impressione che questo capitolo della saga Amon Amarth sia notevolmente più melodico, riuscendo a farsi comunque apprezzare anche dai nostalgici di songs come Asator. Brani come Where is your God? e No Fear for the Setting Sun, infatti, ne sono sicuramente dei più che degni successori, a cui si aggiungono anche quelle Varyags of Miklagaard e Tattered Banners and Bloody Flags, vere e proprie marce da battaglia. Avvicinandoci alla conclusione dell'album troviamo pezzi come The Hero, Live for the Kill e la conclusiva Embrace of the Endless Ocean che non fanno altro che confermare la maturità stilistica, le ottime idee, e il vero valore della band, in particolare con la penultima song che presenta un inaspettato inserto di archi, o con la traccia finale, un pezzo da 6 minuti e 44 che trasuda epicità estrema da ogni poro. Tirando le somme, tra le mani abbiamo sicuramente un album fantastico, molto coinvolgente e mai banale. Sicuramente il Dio del Tuono Thor non potrà non rimaner soddisfatto di questo nuovo lavoro di una della band che più gli rende onore e tributo. |